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Dic 31, 2017
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ASSISTENZA EDUCATIVA A UNA MINORE Il Tar condanna il Comune di Roccella Ionica

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di Gianluca Albanese

ROCCELLA IONICA – «Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria – Sezione Staccata di Reggio Calabria, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie in parte nei sensi di cui in motivazione e, per l’effetto:
– condanna il Comune in epigrafe ad assegnare un assistente ad personam per dieci ore settimanali nell’anno scolastico 2016/2017 ed a mantenerlo nei successivi sino all’approvazione del nuovo piano educativo personalizzato, come indicato in parte motiva;

– condanna il Comune in epigrafe a corrispondere alla parte ricorrente la somma di euro 500,00 (cinquecento/00) a titolo di danno non patrimoniale, per ogni mese o frazione corrispondente di mancata erogazione del servizio, come da motivazione. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa».

Così ha deciso il Tribunale Amministrativo Regionale di Reggio Calabria, adito dall’avvocato Bruno Verdiglione, a tutela delle istanze prodotte dalla famiglia di una giovanissima diversamente abile, alla quale, il Comune di Roccella Ionica aveva garantito la presenza di un’assistente educativo “ad personam” limitatamente a un totale di sessanta ore per tutto l’anno scolastico.

Il presidente Roberto Politi, lo scorso 14 novembre ha inteso non accogliere le eccezioni sollevate dalla difesa dell’Ente.

Di seguito, la nota stampa diffusa dal padre della minore:

«Senza voler rinunciare nel rilevare come la difesa tecnica del Comune, abbia letteralmente “sbagliato il tiro” in sede di memorie difensive (vedasi infra sentenza), ciò che mi preme maggiormente sottolineare è il fatto che per difendere l’Amministrazione Comunale di Roccella Jonica nel mancato adempimento di un dovere tassativo nei confronti dei diritti inviolabili di una scolara disabile, diritti non solo garantiti dalla Costituzione ma anche dal Diritto Internazionale recepito ed attuato nello Stato Italiano, si sia fatto ricorso alla menzogna, sostenendo il falso quando è stata affermata l’inesistenza e/o la mancata comunicazione al Comune da parte della Scuola di atti e documenti necessari all’istruttoria amministrativa del pubblico servizio di assistenza specialistica scolastica ai disabili e del suo conseguente mancato raggiungimento del risultato oggettivo in termini di numero di ore settimanali senza colpe del Comune. La difesa resistente ha fallito in termini di Diritto e, ancor più grave, in termini di Etica. Ma le menzogne non si sono limitate ai soli meandri delle aule giudiziarie del Tribunale, la stesse falsità affermate dalla difesa sono state dette pubblicamente nel corso di un intervento televisivo da parte dell’Assessore alle Politiche Sociali Avv. Alessandra Cianflone a seguito della notizia giornalistica del TG sull’adozione del Decreto Cautelare d’Urgenza emanato dal TAR di Reggio Calabria contro il Comune di Roccella Jonica avente come oggetto il servizio di assistenza specialistica scolastica nei confronti della bambina disabile. Citando le parole usate dall’Assessore, è stato dalla stessa pubblicamente affermato che nel caso specifico sono mancate le doverose comunicazioni da parte della scuola al Comune in termini di atti, documenti e certificati. E’ stato detto che il Comune non è censurabile, anzi, ha fatto molto di più, bandendo un concorso pubblico per il conferimento di incarichi di assistenza scolastica, ed al contempo nel corso dell’intervista è stata sminuita la valenza giuridica del Decreto Cautelare a carico del Comune e dell’altissimo valore delle finalità perseguite dallo Stato mediante il sistema di Leggi sull’handicap e l’inclusione scolastica.

Noi, invece, abbiamo prodotto e dimostrato l’esistenza di una ricevuta di consegna in data 12 aprile 2016 dalla quale si evince la trasmissione da parte della Scuola al Comune di Roccella Jonica del certificato con il quale l’A.S.P. ha indicato la necessità di assegnazione dell’educatore ad personam per dieci ore settimanali.

La trasmissione da parte della Scuola degli atti e delle certificazioni riguardanti il Piano di Diritto allo Studio con particolare riferimento ai certificati dell’ASP per gli scolari disabili, e la corretta ricezione degli stessi da parte del Comune è avvenuta ed è stata documentata e provata!… forse qualcuno confidava sulle proprie posizioni dominanti affinché tali prove rimanessero occultate, almeno per quanto riguarda gli archivi comunali?… ai posteri l’ardua sentenza. E poi, letti i contenuti della Sentenza che ha bacchettato ampiamente le condotte antigiuridiche tenute dal Comune in questa vicenda, non vale la pena nemmeno di chiamare a confutazione le corrette e normali procedure amministrative spiegate al pubblico televisivo  dall’Assessore Cianflone nell’intervista del 28/03/2017, dettate dalla stessa in barba ad una molteplicità di principi Costituzionali e Legislativi afferenti la Pubblica Amministrazione.

Sul punto, il Tribunale Amministrativo ha smentito tutto e tutti: la trasmissione di tutti gli atti da parte della Scuola al Comune c’è stata e l’esclusiva diretta competenza, anche in termini di copertura finanziaria per l’erogazione della totalità del servizio di assistenza scolastica ai disabili nelle scuole di primo grado (materne, elementari e medie) è da sempre stata del Comune che la deve prevedere e programmare senza che abbiano rilevanza inverosimili incapienze economiche. Già, inverosimili, viste e considerate le erogazioni di fiumi di denaro dalle casse comunali per sponsorizzare una squadra di calcio, tanto per fare un esempio e mi fermarci qui, non trascurando poi le “lacrime di coccodrillo” versate in Consiglio Comunale sulle spese sostenute per garantire i diritti sacrosanti all’inclusione scolastica dei disabili; poca roba a confronto della cifra a cinque zeri elargita dal Comune per mantenere il carrozzone calcistico roccellese. Inoltre, la Provincia o Città Metropolitana, per questo settore eroga in favore dei Comuni un semplice contributo e non l’intera copertura finanziaria. Io non sono un laureato in Legge, ma in certe posizioni di pubblica rilevanza basterebbe conoscere e riconoscere le Leggi dello Stato (non gli usi e le costumanze locali) per comprendere che è così.

A riguardo mi sento solo di richiamare l’art. 54 della Costituzione Italiana che richiama i principi di disciplina e di onore nell’adempimento delle funzioni e delle cariche pubbliche, e dovrebbe bastare per comprendere come nulla ci sia stato in termini di disciplina ed onore nell’aver anteposto le menzogne davanti ad un diritto e nell’aver travisato e sparso confusione con leggerezza e facilità sugli incastri delle funzioni dei vari Enti Provincia Scuola Comune su detta vicenda, intoppi esistenti solo nei sogni di chi li ha paventati pubblicamente, con sommo danno però nei confronti di chi gode di diritti inviolabili.

Dalla Sentenza è emersa un’ulteriore condotta antigiuridica da parte del Comune nella specifica materia riguardo l’anno scolastico 2016/2017, è cioè l’aver l’Amministrazione protratto in modo ingiustificato l’attuazione e l’esecuzione del bando di concorso, già di per sé giuridicamente viziato, e la mancata assegnazione degli assistenti scolastici sin dall’inizio dell’anno scolastico nel settembre 2016, condotta antigiuridica interrotta solo grazie all’intervento del Decreto Cautelare del TAR il 22/02/2017. A riguardo del voluto ritardo, si sono diffuse voci provenienti dall’interno degli uffici comunali le quali spiegavano la ragione di questo come frutto di una speculazione economica basata sull’equazione “attuazione tardiva = copertura finanziaria del servizio basata solo sul contributo della provincia = zero spese comunali ”. E tant’è vero che, con l’imposizione del facere del TAR, il Comune dovendo ottemperare anzitempo previsto, ha pensato bene di modificare il trattamento economico degli assistenti, diminuendo il compenso orario originariamente stabilito con la pubblicazione del Bando che come detto dall’Assessore stessa era stato stabilito sulla base del contratto collettivo nazionale previsto… insomma ha stirato la coperta e questa si è in parte strappata.

Oggi con la pubblicazione della sentenza si arriva all’epilogo di una vicenda che si poteva e si doveva evitare, perché le vere vittime non sono le casse comunali o gli amministratori o i responsabili degli Uffici comunali preposti, non lo siamo nemmeno noi genitori tra mille difficoltà, la vera vittima è solo una bambina alla quale per un certo periodo gli è stato negato un servizio, uno strumento, la chance di migliorare, paradossalmente però lei rimarrà inconsapevole di questo “torto” mentre il macigno peserà sui cuori, laddove esistano, di tutte le altre parti, mio compreso. Mi conforta però il fatto che da quando mia figlia beneficia del servizio ha fatto ulteriori progressi… guardate un po’».

Source: www.lentelocale.it/home/feed/

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