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Mag 15, 2019
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Tangenti nel milanese: nuovi retroscena, indagato presidente Confindustria Lombarda

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Tangenti nel milanese: nuovi retroscena, indagato presidente Confindustria Lombarda

Emergono nuovi retroscena e, dunque, saltano fuori nuovi indagati nell’ambito della maxi indagine della Dda di Milano su unpresunto giro di “bustarelle” e appalti “pilotati” in Lombardia, in cui è emerso anche lo zampino della ‘ndrangheta. (LEGGI) L’operazione, denominata “La mensa dei poveri”, il 7 maggio scorso ha visto coinvolte 43 persone, di cui 28 finite in arresto: a questi, tra cui compaiono noti politici, da ieri, si aggiunge il nome di Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia e presidente dell’azienda Officine Meccaniche Rezzatesi (Omr) con sede nel Bresciano, che è indagato per finanziamento illecito. La Procura di Milano contesta all’imprenditore – che sempre e ieri per ore è stato sentito come persona informata sui fatti e che per gli inquirenti sarebbe vicino ad ambienti di Forza Italia – una fattura da 31mila euro emessa nel gennaio 2019 dalla Omr holding ad una società, Premium consulting srl, tra i cui soci figura Lara Comi, europarlamentare di Forza Italia e candidata alle prossime europee. La tesi è che Bonometti abbia finanziato due studi per l’espansione in Europa dei mercati. Per tutta la giornata di ieri, tra l’altro, sono stati ascoltati testimoni e indagati tra cui anche un’avvocatessa ligure citata da Giuseppe Zingale, dg dell’ente Afol Metropolitana, come colei che, tramite l’eurodeputata forzista Lara Comi (che non risulta indagata), avrebbe ricevuto consulenze dall’ente per un progetto, come ha spiegato lo stesso dirigente interrogato dal gip Raffaella Mascarino, che si proponeva di lanciare l’Agenzia per la Formazione, Orientamento e Lavoro in Europa. Ritornando alle indagini, gli inquirenti avrebbero appurato l’esistenza di una presunta associazione per delinquere costituita da politici, amministratori pubblici e imprenditori. Tra questi spicca il nome di Daniele D’Alfonso, imprenditore del settore rifiuti e bonifiche ambientali, che si ritiene abbia agevolato esponenti della ‘ndrangheta presenti nel territorio di Corsico e Buccinasco con l’assunzione di operai nella sua azienda o attraverso contributi e aiuti economici, anche reperendo commesse lavorative in violazione della normativa antimafia.
Emergono nuovi retroscena e, dunque, saltano fuori nuovi indagati nell’ambito della maxi indagine della Dda di Milano su unpresunto giro di “bustarelle” e appalti “pilotati” in Lombardia, in cui è emerso anche lo zampino della ‘ndrangheta. (LEGGI) L’operazione, denominata “La mensa dei poveri”, il 7 maggio scorso ha visto coinvolte 43 persone, di cui 28 finite in arresto: a questi, tra cui compaiono noti politici, da ieri, si aggiunge il nome di Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia e presidente dell’azienda Officine Meccaniche Rezzatesi (Omr) con sede nel Bresciano, che è indagato per finanziamento illecito. La Procura di Milano contesta all’imprenditore – che sempre e ieri per ore è stato sentito come persona informata sui fatti e che per gli inquirenti sarebbe vicino ad ambienti di Forza Italia – una fattura da 31mila euro emessa nel gennaio 2019 dalla Omr holding ad una società, Premium consulting srl, tra i cui soci figura Lara Comi, europarlamentare di Forza Italia e candidata alle prossime europee. La tesi è che Bonometti abbia finanziato due studi per l’espansione in Europa dei mercati. Per tutta la giornata di ieri, tra l’altro, sono stati ascoltati testimoni e indagati tra cui anche un’avvocatessa ligure citata da Giuseppe Zingale, dg dell’ente Afol Metropolitana, come colei che, tramite l’eurodeputata forzista Lara Comi (che non risulta indagata), avrebbe ricevuto consulenze dall’ente per un progetto, come ha spiegato lo stesso dirigente interrogato dal gip Raffaella Mascarino, che si proponeva di lanciare l’Agenzia per la Formazione, Orientamento e Lavoro in Europa. Ritornando alle indagini, gli inquirenti avrebbero appurato l’esistenza di una presunta associazione per delinquere costituita da politici, amministratori pubblici e imprenditori. Tra questi spicca il nome di Daniele D’Alfonso, imprenditore del settore rifiuti e bonifiche ambientali, che si ritiene abbia agevolato esponenti della ‘ndrangheta presenti nel territorio di Corsico e Buccinasco con l’assunzione di operai nella sua azienda o attraverso contributi e aiuti economici, anche reperendo commesse lavorative in violazione della normativa antimafia.

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