Nov 18, 2019
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10 IDEE PER LA CALABRIA “Proponiamo un’equa gestione del sistema energetico regionale”

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10 IDEE PER LA CALABRIA “Proponiamo un’equa gestione del sistema energetico regionale”

10 IDEE PER LA CALABRIA “Proponiamo un’equa gestione del sistema energetico regionale”
Lente Locale

R. & P.

Da una ricerca
approfondita relativa alla situazione energetica calabrese si possono trarre
alcune considerazioni di carattere valutativo e propositivo sul futuro
energetico della nostra regione.

La Calabria si
trova in una condizione di assoluto vantaggio in termini di produzione energetica
ed in particolare di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
La produzione complessiva è pari a 16.235 
GWh  (GigaWatt-ora) nel 2016, a
fronte di un consumo di 6.319 GWh, un valore più che doppio. L’energia proveniente
da fonti rinnovabili ammonta già a circa 5.246 GWh, pari a circa l’83% dei 6.319
GWh richiesti.
Il fabbisogno energetico soddisfatto con fonti energetiche alternative risulta
pari al 37,6% del totale, per cui risulta già ampiamente superata la quota del
30%, obiettivo fissato per il 2030 dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia
e il Clima presentato alla Commissione europea nel gennaio 2019. 

Anche la
produzione di gas dai giacimenti (area di Crotone) è tale da garantire un
surplus rispetto il fabbisogno regionale; a fronte di una considerevole  quantità 
estratta dal sottosuolo, pari a 556 ktep (kilotonnellate equivalenti di
petrolio); essendo i consumi nel 2015, pari a 271 ktep, ne scaturisce un
rapporto produzione/consumo più che doppio.

Il settore dei
trasporti contribuisce per circa il 50% ai consumi complessivi, risultando il
settore più energivoro ed inquinante; al secondo posto rientrano i consumi del
settore civile calabrese (42%),  al terzo
i consumi per fini industriali (6%), ultima l’agricoltura (3%).

Il consumo
energetico medio di un cittadino calabrese si attesta su 0,9 tep contro un
valore nazionale di oltre 2,0 tep.

Nel complesso,
quindi, la Regione è caratterizzata da un surplus di produzione consistente e
da consumi modesti, se confrontati con la media nazionale.
In un tale quadro sarebbe naturale credere che i calabresi siano avvantaggiati,
invece il costo dell’energia elettrica è il più alto d’Italia e questo
svantaggio è ancor più evidente per il settore industriale che nella nostra regione
è praticamente inesistente in termini di consumi energetici. Persiste un
perverso meccanismo del mercato, basato sul cosiddetto “parametro omega”, ovvero un’aliquota riconosciuta ai gestori dell’energia
per coprire il costo del rischio di erogare energia elettrica a potenziali cattivi pagatori.
Per il biennio 2017-2018 alla società Hera (gestore che si è aggiudicato
l’asta) un calabrese sottoposto a questa pratica  inaccettbile ha pagato 84,79 € a Megawattora
(MWh) contro i 16 € di un cittadino residente in Lombardia. Il servizio è
rimasto comunque il più caro d’Italia.
Bisogna porre fine a una tale ingiustizia al più presto.

Se la produzione
di energia da fonti rinnovabili è effettivamente notevole, è anche vero che essa
non si è sviluppata in modo diffuso ed ha privilegiato il fotovoltaico e
l’eolico, sfruttando le centrali idroelettriche esistenti e tralasciando il
solare termodinamico.

Nel dicembre 2018 è stata pubblicata la Direttiva Europea 2018/2001 sulla promozione dell’uso di energia da fonti
rinnovabili. Gli articoli 21 e 22 della
Direttiva definiscono principi e regole per gli auto-consumatori e le comunità
energetiche di energia da fonti rinnovabili.  

Si potrebbe
avviare, nel prossimo futuro,  una nuova
fase di sviluppo per la nostra regione, coinvolgendo  un sempre maggior numero di cittadini ed
istituzioni per una produzione e gestione diretta e locale delle risorse
energetiche, delle quali siamo particolarmente ricchi, evitando che queste
siano gestite solo da pochi pseudo-imprenditori in regime speculativo e,
paradossalmente, senza che i calabresi ne conseguano utilità.
Come sottolinea la Direttiva le norme nazionali devono elimi­nare barriere e
discriminazioni, ostacoli finanziari o normativi ingiustificati, per chi
autoproduce, accumula, vende energia da rinnovabili e favo­rire la
partecipazione dei cittadini, delle imprese, delle autorità locali. ­

Un’azione
significativa di governo potrebbe essere finalizzata anche al contenimento dei
consumi nel comparto dei trasporti. La comunità calabrese sconta
l’inadeguatezza delle infrastrutture e l’assoluta carenza di un servizio
efficiente di trasporti pubblici e di trasporto ferroviario, alternativo al
trasporto su gomma; una politica di riequilibrio in questo campo permetterebbe
di incidere positivamente sul settore energetico a maggior impatto ambientale
ed economico.

Occorre inoltre
che la Calabria si riappropri delle proprie risorse produttive.
E’ inaccettabile, ad esempio, che gli impianti idroelettrici, molti dei quali costruiti
con fondi pubblici e operanti  dagli
inizi del secolo passato, siano gestiti solo da operatori privati senza
evidenti concreti vantaggi per i calabresi.
Un governo regionale serio dovrebbe porre fine a ogni tipo di speculazione.

Domenico Gattuso, Antonino De Benedetto

Movimento 10 Idee
per la Calabria

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10 IDEE PER LA CALABRIA “Proponiamo un’equa gestione del sistema energetico regionale”
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Gianluca Albanese

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