Nov 8, 2019
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ArcelorMittal: sciopero di 24h a Taranto e Jindal smentisce qualsiasi interesse

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ArcelorMittal: sciopero di 24h a Taranto e Jindal smentisce qualsiasi interesse

Negli stabilimenti della ex Ilva, è il giorno del grande sciopero. L’agitazione ha avuto inizio alle 7 di questa mattina e proseguirà per 24 ore.

Unitaria la valutazione dei sindacati: “La multinazionale ha posto delle condizioni provocatorie e inaccettabili e le più gravi riguardano la modifica del Piano ambientale, il ridimensionamento produttivo a quattro milioni di tonnellate e la richiesta di licenziamento di 5 mila lavoratori, oltre alla messa in discussione del ritorno a lavoro dei 2 mila attualmente in amministrazione straordinaria”. L’azienda deve decidere “l’immediato ritiro della procedura di disimpegno mentre il governo non può concedere nessun alibi alla stessa per disimpegnarsi”.
Vanno dunque ripristinate, ribadiscono i sindacati, “tutte le condizioni previste dall’accordo del 6 settembre 2018 che permetterebbe di portare a termine il piano ambientale nelle scadenze previste. Le condizioni devono, inoltre, includere lo scudo penale limitato all’applicazione del piano ambientale e il ritiro di qualsiasi ipotesi di esuberi”.

Dalla partita si chiama fuori il gruppo indiano Jindal, che nega un interesse per gli asset dell’ex Ilva, dopo la ritirata di ArcelorMittal. “Smentiamo con forza” si legge in un tweet postato sul canale Twitter del gruppo, le indiscrezioni di stampa secondo cui “Jindal Steel & Power potrebbe rinnovare il suo interesse per l’acciaieria di Taranto”.

L’Esecutivo è disposto a concedere lo scudo penale mentre l’aziende vuole cinquemila esuberi. Il premier Giuseppe Conte che ha incontrato anche il capo dello Stato Mattarella ha ribadito: ‘Se Mittal andrà via  il primo passo sarà la gestione commissariale’.

Può succedere che un imprenditore sbagli i calcoli ma gli oneri vanno fatti rispettare, le cambiali non vanno fatte pagare allo Stato ma rimangono alle imprese. Chiedere di andare via da Taranto è un’azione inaccettabile che non è presupposto per il dialogo. Mettere sulla strada 5.000 persone mi sembra assurdo””, ha commentato l’ex ministro del Lavoro Luigi Di Maio al Forum Ansa.

Poi l’attacco alla Lega: “Ogni volta che io provavo a essere duro, si schierava con Arcelor. Ora ho capito perché: hanno investito in Arcelor e stanno battagliando ancora per la multinazionale e non per i lavoratori. Abbiamo smascherato il finto sovranismo. Abbiamo gli unici sovranisti al mondo che perorano le battaglie delle multinazionali anziché i cittadini e i lavoratori. Allo Stato è stato chiesto di rispettare il contratto di Calenda, adesso chi ci chiede di rispettarlo non rispetta i patti. Io spero che i sovranisti siano mossi da orgoglio e non facciano i camerieri delle multinazionali”.

Negli stabilimenti della ex Ilva, è il giorno del grande sciopero. L’agitazione ha avuto inizio alle 7 di questa mattina e proseguirà per 24 ore. Unitaria la valutazione dei sindacati: “La multinazionale ha posto delle condizioni provocatorie e inaccettabili e le più gravi riguardano la …

Nadia Sessa

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