Ott 14, 2019
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Cinecomic: 10 scene che entreranno nella storia

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Cinecomic: 10 scene che entreranno nella storia

Cinecomic: 10 scene che entreranno nella storia

Ci avviciniamo alla fine del 2019 con la consapevolezza che quella appena trascorsa è stata un’annata davvero eccezionale per i cinecomic Marvel e DC. Dal gran finale di Avengers: Endgame a gradite sorprese come Shazam! e Captain Marvel, per non parlare di Joker e di Spider-Man: Far From Home, film in cui raccogliere alcune delle scene più memorabili per il genere.

Ma quali sono quelle che entreranno nella storia?

Peter usa lo Spider-Tingle

Iniziamo da Spidey in Spider-Man: Far From Home, sequel di Homecoming in cui l’arrampicamuri riesce finalmente a sbloccare il suo “potere speciale” (lo Spider-Tingle) per sconfiggere Mysterio e mettere al tappeto i suoi droni. Dopo aver combattuto a lungo il nemico, Peter capisce di poter fare affidamento solo sulle sue abilità naturali più che sul suo costume tecnologicamente avanzato. Il resto è pura magia visiva…

La trasformazione di Billy Batson

Divertimento a misura di famiglia e avventura vecchio stile: tutto questo è Shazam!, esperimento riuscito della DC Comics che riscatta la delusione di Justice League. Sono tanti i momenti emozionanti del film, ma se proprio dobbiamo sceglierne uno, allora sarebbe la trasformazione di Billy Batson nel supereroe sul tetto. Il personaggio è reduce dall’incontro con la sua vera madre (che lo aveva abbandonato di proposito da bambino), scatenando in lui sentimenti di rabbia e frustrazione…per questo Billy corre sul tetto e salta dall’edificio, prima di gridare Shazam!

Captain Marvel “sblocca” i suoi poteri

Sono molte le scene già cult di Captain Marvel, originale standalone ambientato negli anni Novanta e vero “prequel” dell’universo cinematografico Marvel, eppure a venirci subito in mente è quella dove Carol Danvers riesce finalmente a prendere il controllo dei suoi poteri svincolandosi dalla morsa della Suprema Intelligenza. L’eroina ripercorre il suo passato di cadute e risalite, cosciente di essere sempre stata trattenuta da altri, diventando la supereroina che conosciamo e che ha accettato la sua umanità.

Il ballo di Steve e Peggy

Avengers: Endgame è ricco di momenti memorabili, ma niente potrà mai battere sul piano emotivo l’incontro tra Steve Rogers e Peggy Carter finalmente riuniti grazie ai viaggi nel tempo nel finale del film. Dopo aver sconfitto Thanos e il suo esercito, Cap torna indietro negli anni per restituire le gemme dell’infinito alle rispettive timeline e sceglie di vivere una vita felice con la sua amata invece di tornare ai giorni nostri.

Sulla scena Hayley Atwell ha dichiarato: “Penso che sia la conclusione appropriata per una storia che ha colpito così tante persone. È molto accattivante e innocente salutare quei personaggi in quel modo, mantenendoli saldi nei loro tempi. Ho pensato che fosse davvero di buon gusto lasciare che il pubblico si stupisse davanti a quella conclusione, seguendo una trama molto semplice che parla di due esseri umani – e uno di loro non ha nemmeno dei superpoteri. Il tono, dopo incredibili traumi, azione, effetti speciali e altro, con due persone che ballano lentamente, è stato bellissimo.

Le illusioni di Mysterio

Per buona parte di Spider-Man: Far From Home Quentin Beck viene presentato come l’eroe della situazione e alleato di Peter Parker, Nick Fury e Maria Hill fino al colpo di scena che rivela la sua reale missione: vendicarsi di Tony Stark e dimostrare al mondo di essere l’unico successore possibile di Iron Man. Per farlo Mysterio utilizza dei droni che tramite la tecnologia da lui creata e denominata BARF (la stessa mostrata all’inizio di Captain America: Civil War) creano immagini come l’attacco degli Elementali, danni alle città e i poteri soprannaturali del personaggio.

Dunque tutto il film in sé è concepito come una grande illusione del villain, e gli indizi di questo segreto potrebbero essere sparsi nel corso di varie scene che solo gli occhi più attenti avranno notato. L’iconico criminale conduce quindi Spidey in un vorticoso trip illusionistico e visivamente mozzafiato che include immagini di Iron Man zombie e altre fantastiche dimensioni che non dimenticheremo mai.

La danza di Arthur

Una delle scene più iconiche e suggestive di Joker è stata il risultato dell’improvvisazione sul set di Joaquin Phoenix e di un’intuizione di Todd Phillips, come spiegato dallo stesso regista, e la sequenza in questione è quella che vede Arthur Fleck – reduce dal suo primo omicidio in metropolitana – entrare in un bagno publico e iniziare una elegante danza da solo. Inizialmente concepita in maniera diversa e molto più “realistica”, la scena è stata ripensata sul set al termine di vari tentativi:

La sceneggiatura originale era completamente diversa. Arthur sarebbe entrato nel bagno, avrebbe nascosto la pistola, si sarebbe lavato il trucco e avrebbe fissato lo specchio dicendo ‘Cosa ho fatto?’. Tuttavia quella reazione non sembrava molto coerente con il personaggio…Perché Arthur avrebbe pensato di nascondere la sua pistola? Da lì abbiamo pensato un milione di modi diversi per girare quella scena e dopo un’ora di tentativi ho fatto ascoltare a Joaquin un brano delle musiche che Hildur Guðnadóttir ha scritto per noi e lui ha iniziato a ballare. Ci siamo guardati sapendo che quella era la scena. Aveva un senso ed è lì che il Joker è uscito“.

Cap solleva il Mjolnir

Dopo anni di discussioni, teorie e infinite speculazioni, Captain America ha finalmente sollevato il Mjolnir di Thor in una delle scene più emozionanti di Avengers: Endgame, soddisfacendo i fan dei fumetti di tutto il mondo. Nell’epico atto finale del film infatti, Steve Rogers, Tony Stark e il Dio del Tuono affrontano da soli Thanos e gli eventi non sembrano favorire i tre Vendicatori…fino a quando Cap richiama a sé il martello magico. Dopotutto è sempre stat degno…

Joker scende le scale

Doveroso inserire in classifica anche un’altra scena tratta da Joker in cui vediamo Arthur Fleck, con il volto dipinto e gli abiti del clown, scendere le scale danzando animatamente. Todd Phillips ha spiegato in un’intervista che questo dettaglio è stato fondamentale nella creazione del personaggio per renderlo unico e specifico nel panorama degli antieroi, soprattutto se paragonato alle precedenti rappresentazioni del villain al cinema.

Una delle prime cose di cui io e Joaquin Phoenix abbiamo parlato è il modo in cui la musica poteva intervenire, come se in fondo facesse parte di Arthur ed esistesse dentro di lui. Alcune persone che potresti conoscere avranno provato questa sensazione, e l’ho sempre pensata come una cosa da attribuire ad Arthur, tenuta dentro e intrappolata“.

Phillips fa riferimento al modo in cui l’attore si muove nella storia e al suo rapporto con la danza, espressione creativa del suo malessere interiore che fatica ad esternare e che libera in forma di energia con passi eleganti e al tempo stesso inquietanti. Una piccola anteprima la trovate qui sotto nelle nuove immagini ufficiali pubblicate dalla Warner Bros.

Io sono Iron Man

Nel 2008, “Io sono Iron Man” fu la perfetta chiusura dello standalone con Robert Downey Jr. che lanciava ufficialmente il Marvel Cinematic Universe. Un azzardo, premiato dal pubblico, che ha condotto il progetto di Kevin Feige al successo di Avengers: Endgame, culmine narrativo della saga che coincide con l’addio a uno dei personaggi più amati dai fan. E tra tutti i richiami al passato del MCU, la frase pronunciata da Tony Stark prima di morire è forse il migliore: siamo negli ultimi momenti del film, con Thanos che tuona “Io sono ineluttabile” e l’eroe, che nel frattempo ha rubato le gemme dell’infinito e sta per schioccare le dita, risponde fiero “E io sono Iron Man“.

Di quella scena in particolare hanno parlato i registi Joe e Anthony Russo spiegando che la battuta non era nemmeno nella sceneggiatura iniziale ma che è stata aggiunta all’ultimo minuto grazie al suggerimento del montatore durante la post-produzione: “Tony non avrebbe dovuto dire nulla in quel momento, ma eravamo nella sala di montaggio chiedendoci se dovesse farlo. D’altronde si trattava di un personaggio vissuto e morto dicendo battute…Non riuscivamo a trovare una soluzione, c’erano tantissime frasi diverse, poi il nostro editor Jeff Ford, che ha lavorato con noi in tutti i quattro film dei Marvel Studios, ha detto “Perché non ci limitiamo a chiudere il cerchio facendogli dire Io sono Iron Man?”. Non abbiamo perso tempo e siamo andati a girare subito la scena“.

L’apertura dei portali

Passando in rassegna ogni singolo cinecomic uscito quest’anno ci si rende conto che non c’è un singolo momento o una sequenza che sia emozionante, soddisfacente ed epica quanto quella che mostra l’apertura dei portali alla fine di Avengers: Endgame. Captain America è l’unico Vendicatore rimasto in piedi contro Thanos e il suo esercito, si prepara ad affrontare da solo gli invasori alieni e nel silenzio sente la voce di Sam Wilson aka. Falcon: ogni eroe spazzato via dallo schiocco torna in vita, come la speranza di vittoria, attraverso i portali creati da Doctor Strange. Lacrime e brividi in ogni dove…

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Fonte: Screenrant

Cinefilos.it – Da chi il cinema lo ama.

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Cecilia Strazza

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Cinema

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