Ott 9, 2019
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FALLIMENTO MULTISERVIZI SPA E G.S.T. SRL Sequestrate disponibilità finanziarie per circa 2 milioni di euro a noti professionisti

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FALLIMENTO MULTISERVIZI SPA E G.S.T. SRL Sequestrate disponibilità finanziarie per circa 2 milioni di euro a noti professionisti

FALLIMENTO MULTISERVIZI SPA E G.S.T. SRL Sequestrate disponibilità finanziarie per circa 2 milioni di euro a noti professionisti
Lente Locale

di Comando Provinciale Guardia di Finanza Reggio Calabria

Militari del Comando Provinciale di Reggio
Calabria, con
il supporto operativo dei colleghi di Roma e Milano, coordinati
dalla locale Procura della Repubblica, diretta dal Procuratore Capo Giovanni
Bombardieri, hanno dato esecuzione al “Decreto
di sequestro preventivo d’urgenza
” emesso dal citato Ufficio di Procura,
nelle persone del Procuratore Aggiunto 
Dott. Gerardo Dominijanni e del Sostituto Procuratore Dott. Andrea
Sodani, che ha disposto la misura cautelare reale del sequestro finalizzato
alla confisca di somme di denaro pari a circa 2 milioni di euro nei confronti di professionisti indagati – a vario
titolo – in concorso tra loro, per il reato di bancarotta fraudolenta
(artt.  110 c.p., 216 comma primo n. 1 e comma 3, 219 commi primo
e secondo n. 1, 223 commi primo e secondo n. 2 del R.D. 16.3.1942 n. 267) in quanto – con più azioni esecutive
del medesimo disegno criminoso ed in tempi diversi, distraevano e dissipavano
il patrimonio della società “Gestione Servizi Territoriale S.r.l.
(G.S.T. S.r.l.) in pregiudizio dei
creditori, cagionandone dolosamente il fallimento.  

L’attività
de qua segue la recente esecuzione:

  • della
    misura custodiale nei confronti di COZZUPOLI Pietro cl. ’38, MAMONE Lauro cl. ’57, RECHICHI
    Giuseppe Rocco Giovanni cl. ’
    58,
    RECHICHI Antonino cl. ‘85, RECHICHI Giovanni cl. ‘85, RECHICHI
    Rosario Giovanni cl. ’61
    , TIBALDI
    Michelangelo Maria cl. ’
    67, TIBALDI
    Michele cl. ’87
    ;
  • del sequestro preventivo di disponibilità
    finanziarie – quale illecito profitto – per circa 5 milioni di euro, nei confronti delle
    imprese “Brick s.r.l.”, “Ingg. Demetrio, Pietro e Domenico Cozzupoli
    s.r.l.
    ”, “Rec.Im. s.r.l.”,
    nonché degli amministratori TIBALDI
    Michelangelo
    e COZZUPOLI Pietro,

scaturite
dagli esiti delle investigazioni svolte nell’ambito della citata operazione “Mala Gestio” che hanno permesso
di  accertare come le vicende
fallimentari che hanno colpito le società “Multiservizi S.p.a.” e “G.S.T.
S.r.l.
” – dichiarate fallite tra il 2014 e il 2015 –  erano da ricondursi ad un ingegnoso
meccanismo fraudolento messo a punto da coloro i quali avevano ricoperto
contemporaneamente cariche sociali nelle due imprese fallite e in altre ditte a
favore delle quali venivano svolte le distrazioni di risorse economiche
mediante il riconoscimento di compensi ancorati agli utili anziché alle
prestazioni rese.

Tale
sistema fraudolento, ha reso possibile l’accaparramento di svariati milioni di
euro che, liquidati dal Comune di Reggio Calabria (unico finanziatore della
Multiservizi di cui deteneva la quota del 51 % del capitale sociale), prima
venivano introitati nelle casse della G.S.T. s.r.l. e poi da queste,
confluivano nelle tasche degli indagati, alcuni dei quali ritenuti contigui a
cosche di ‘ndrangheta operanti nel
centro cittadino quali “Condello”, “Libri”, “Tegano” e “De Stefano”.

In
relazione alle attività di cui sopra, venivano delegate dalla citata Procura
della Repubblica al G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della
Guardia di Finanza di Reggio Calabria, apposite indagini anche a carattere
economico/patrimoniale, all’esito delle quali sono state individuate ulteriori condotte distrattive
in capo ad un’impresa di costruzioni edili (A.C. S.r.l.) – in persona
dell’amministratore C.F. – ed a 6 professionisti che hanno ricevuto in maniera
non dovuta e privilegiata, somme di denaro provenienti dalla fallita G.S.T.
s.r.l..

Nel
dettaglio, la quantificazione degli illeciti profitti conseguiti – che variano
da euro 28.000 a circa 1 milione – riguardano plurime operazioni dissipative
del patrimonio della G.S.T. S.r.l. – 
assimilabili a “…una vera e
propria donazione di denaro…
” – 
tutte concluse a condizioni svantaggiose, in
quanto la fallita – nella persona di Michelangelo TIBALDI – si obbligava a
corrispondere ai citati professionisti, somme predeterminate e calcolate in
base ad una percentuale dei ricavi della G.S.T. s.r.l., prescindendo dal valore
delle prestazioni fornite dai predetti professionisti.

Al
riguardo, è stata contestata alla Annadue Costruzioni. S.r.l., in persona del
suo legale rappresentante pro tempore
CATALANO
Filippo cl. ‘38
, una condotta
distrattiva posta in essere nel 2010 “…allorché
la G.S.T. s.r.l., in persona di Michelangelo TIBALDI, stipulava un contratto
preliminare di acquisto mediante il quale (la fallita) si impegnava ad
acquistare, entro il 31.12.2010 dalla società A.C. s.r.l., l’immobile sito a
Reggio Calabria … per un valore di 3.400.000 € (IVA esclusa). Tale preliminare
di vendita non veniva mai trascritto nei registri immobiliari e l’immobile
oggetto della promessa di acquisto era costituito da una palazzina di quattro
piani fuori terra e di un seminterrato. All’atto del preliminare G.S.T.
s.r.l. versava un acconto di € 240.000, dei quali 40.000 € a titolo di IVA,
senza che poi a detto preliminare facesse seguito la conclusione del contratto
definitivo e senza che gli amministratori della GST si attivassero per richiedere
la restituzione dell’anticipo
”.

Inoltre,
nei confronti dei professionisti, vengono complessivamente contestate
operazioni di natura distrattiva per circa € 1.800.000, di cui gli
stessi si sono avvantaggiati in modo consapevole – a vario titolo – attraverso
l’affidamento di incarichi amministrativi, giuridici, finanziari e societari,
con corrispettivo mensile predeterminato a monte, quale percentuale (tra l’1 e
l’8%) dei ricavi annui di G.S.T., a prescindere dal servizio effettivamente
prestato.

Le
investigazioni hanno permesso di appurare che “non veniva eseguita alcuna attività di controllo finalizzata alla
verifica della effettività delle prestazioni rese, tanto che la GST srl
effettuava il pagamento delle fatture nello stesso giorno della loro emissione
e/o, addirittura, con un giorno di anticipo”. 

Emblematico,
al riguardo, un contratto stipulato in relazione all’“elevato profilo e alla specifica esperienza professionale” di un avvocato, che, a quella
data, non era iscritto all’albo.

Ed invero, come si legge
negli atti d’indagine, si trattava di compensi relativi a consulenze delle
quali non appare chiaro il reale oggetto, talvolta relative ad attività del
tutto inutili o già svolte da personale della G.S.T. o dalla Multiservizi, per
le quali non veniva esplicitato quali fossero i termini e le modalità di
adempimento delle prestazioni d’opera.

In tale contesto è d’uopo evidenziare come lo stesso giorno della
risoluzione della convenzione con la Multiservizi S.p.A. ed a distanza di pochi
giorni dall’emissione dell’interdittiva antimafia, in un momento in cui era
chiaro che la G.S.T. s.r.l. si sarebbe sciolta e non avrebbe più avuto la
possibilità di riscuotere altre somme dal suo unico cliente (Multiservizi), il
relativo Consiglio di Amministrazione, su proposta di TIBALDI Michelangelo,
votava di provvedere al pagamento di individuate somme di denaro in favore di
alcuni dei citati professionisti.

Nel dettaglio, si riportano gli ingenti compensi riconosciuti ai
predetti professionisti, negli anni:

  • al commercialista PENSABENE
    Domenico
    , euro 978.521;
  • all’architetto
    TROMBETTA
    Corrado
    , euro 475.056;
  • all’avvocati PELLEGRINO
    Alessandro
    euro 133.643;
  • all’’avvocato GIUFFRÈ
    Francesco
    euro 28.000;
  • all’’avvocato BARBARO
    Lidia
    euro
    52.000;
  • al ragioniere ROGOLINO Antonio
    Francesco
    euro 104.196.

Alla
luce di quanto sopra, la locale Procura della Repubblica, ha emesso nei
confronti dei predetti un provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza sulle
disponibilità finanziarie a questi riconducibili per una somma pari a circa 2 milioni di euro.

Nell’ambito
dell’operazione di servizio in rassegna, le disponibilità finanziarie
sottoposte a sequestro preventivo, quali illecito profitto derivante da
operazioni dissipative, raggiungono la somma complessiva di oltre 7 milioni di euro

L’azione
operativa del Corpo nel caso di specie è finalizzata a sostenere il tessuto
economico legale ed a garantire ai cittadini adeguati livelli di vivibilità che
sono messi a rischio da servizi pubblici di bassa qualità. Infatti, la lotta
agli sprechi di denaro e la conseguente salvaguardia dei bilanci pubblici sono
alla base di un efficiente gestione delle risorse, del buon andamento e
dell’imparzialità della PA ma costituiscono soprattutto l’argine più forte
all’interessamento della criminalità alla gestione della res
pubblica.  

FALLIMENTO MULTISERVIZI SPA E G.S.T. SRL Sequestrate disponibilità finanziarie per circa 2 milioni di euro a noti professionisti
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FALLIMENTO MULTISERVIZI SPA E G.S.T. SRL Sequestrate disponibilità finanziarie per circa 2 milioni di euro a noti professionisti
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Francesca Cusumano

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