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Mar 7, 2018
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Fiumi di droga nella via della “dolce vita” romana: 21 in manette

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Fiumi di droga nella via della “dolce vita” romana. I carabinieri hanno arrestato 21 persone accusate di associazione per delinquere finalizzata all’illecita commercializzazione di cocaina, detenzione, spaccio, estorsione, minacce, porto clandestino e ricettazione di armi da sparo. Gli arrestati, secondo la Dda, spacciavano cocaina nei salotti romani dei Parioli e nei locali notturni della Roma ‘bene’ di Via Veneto. Tra questi in manette è finita anche Gaia Mogherini, 28 anni, nipote dell’ex ministro degli Esteri Federica Mogherini e ora Alto rappresentante della Ue per gli affari esteri. La donna, già nell’ottobre del 2016 era stata arrestata per una vicenda simile.

Gaia Mogherini, romana, viene indicata come “nullafacente e pregiudicata” nell’atto del gip Roberto Saulino. Lei è la figlia di un fratellastro molto più grande dell’ex ministro degli Esteri con cui, secondo voci, non ha rapporti da anni. E’ accusata di cessione e acquisto di sostanze stupefacenti.

Cinque persone invece sono state arrestate in flagranza di reato e durante l’operazione i militari hanno sequestrato armi e droga. Tra i locali coinvolti in particolare ce ne sono due nei pressi di via Veneto, nei quali uno degli indagati svolgeva quotidianamente l’attività di commercializzazione di cocaina: secondo indiscrezioni si tratterebbe del Jackie Ò, night club noto dagli anni ’90, e del Notorius.

Le attività investigative hanno fatto emergere una “filiera” di spacciatori di stupefacenti che, dai due locali, passando per vari quartieri della Capitale – San Giovanni, Anagnina e La Rustica – giungeva in zona Casilina, dove è stata individuata un’organizzazione criminale attiva a Roma e provincia da diversi anni.

Tutti gli indagati, usavano metodi intimidatori per ottenere i pagamenti, senza esitare a minacciare di morte i debitori o i loro stessi collaboratori. La droga inoltre presentava una purezza senza precedenti sul territorio nazionale, pari al 97%. Ciò dimostra come lo stupefacente derivasse da approvvigionamenti giunti in Italia direttamente dai luoghi esteri di lavorazione, senza “rimaneggiamenti” e che indicherebbe contatti diretti dell’organizzazione smantellata con soggetti che operano nel commercio internazionale di stupefacenti. Lo spaccio non si è interrotto neppure dopo l’arresto del capo promotore dell’associazione che, ha continuato a delinquere, nonostante i domiciliari.

Source: http://www.art-news.it

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