Set 21, 2017
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I litigi e le denunce, chi era il killer di Nicolina  

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Le ha sparato al volto un colpo di pistola da distanza ravvicinata, mentre stava andando a scuola, poi si è suicidato con la stessa arma. Nicolina Pacini, 15enne di Ischitella, in provincia di Foggia, è morta questa mattina agli Ospedali Riuniti. Il suo aggressore, Antonio Di Paola, 36 anni, pregiudicato, era l’ex compagno della madre.


Sul profilo Facebook dell’uomo ci sono diverse foto che lo ritraggono tra ottobre 2015 e gennaio 2016 con la donna, la quale aveva lasciato la Puglia per andare in Toscana per lavoro.




LE FOTO SU FB – Tra le foto degli ultimi anni, oltre agli scatti assieme all’ex compagna, Di Paola ha pubblicato anche immagini che lo ritraggono tra gli alberi di un parco e in piedi su un tronco a forma di gufo. Inoltre, sempre su FB, il 12 maggio 2016 il 36enne aveva aggiornato la sua foto-profilo, scegliendo due lupi con in secondo piano il cosiddetto ‘Acchiappa Sogni’ (‘Dream Catcher’): “Strumento spesso associato agli indigeni del Nord America, soprattutto alle tribù Cheyenne e Lakota” si legge su ‘Wikipedia’.


LA PISTOLA – L’uomo è stato trovato senza vita nel tardo pomeriggio di ieri, a poca distanza dalla cittadina garganica. A fianco del corpo c’era una pistola semiautomatica calibro 22 sulla quale sono stati eseguiti i rilievi dai carabinieri del Comando provinciale di Foggia. Le indagini balistiche, a cura del Ris di Roma, potranno fare luce sulla provenienza.


I LITIGI – In passato tra Di Paola e la madre della ragazza c’erano stati già violenti litigi, a seguito dei quali la donna aveva deciso di lasciare l’uomo. Da circa un mese si trovava quindi in Toscana per lavoro. Nicolina – assieme al fratello, nato da una precedente relazione della donna – era stata affidata ai nonni.


LE DENUNCE – Nei confronti di Di Paola i carabinieri, a seguito delle denunce presentate dalla donna, erano intervenuti con perquisizioni personali e domiciliari. Nel 2016 erano arrivati al suo deferimento per porto illegale di un coltello a serramanico, trovato nella tasca dei pantaloni.


I TIMORI – Di Paola non avrebbe accettato la volontà della donna di porre fine alla loro relazione: prima di quanto accaduto, la situazione era molto tesa e la donna era preoccupata per i figli, temeva ripercussioni su di loro perché c’erano già state avvisaglie. Avrebbe voluto che fossero maggiormente al sicuro e non a casa dei suoi genitori. Circostanze rivelate dalla stessa donna su Facebook.

Source: ADNKRONOS

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