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Impatto dei vinili e soluzioni green

Scritto da il 20/02/2021

I principali impianti di pressatura del vinile negli Stati Uniti funzionano senza sosta notte e giorno, inondando le città con rumori assordanti e odori tossici che derivano dalla lavorazione della plastica fusa. È vero, infatti, che le macchine che producono i vinili oggi sono praticamente le stesse del passato e, nonostante lo streaming abbia sempre più successo, il mercato dei dischi è in continua ascesa. Solo negli USA, gli americani spendono infatti tanto in vinili quanto in CD, e nel Regno Unito l’anno scorso si sono registrate vendite per circa 4,3 milioni di esemplari. Visti questi numeri, è importante approfondire la sostenibilità dei vinili e scoprire da dove vengono e come sono fatti.

Smettere di acquistare vinili o di ascoltare la musica in streaming? Assolutamente no. Esistono soluzioni green al problema, senza per forza dover rinunciare alla nostra canzone preferita. Innanzitutto, bisognerebbe adeguare il sistema di produzione dei dischi ai giorni nostri e ridurre in questo modo l’impatto ambientale.

Un’altra buona iniziativa è sicuramente quella di donare nuova vita ai vinili, riciclandoli. La maggior parte delle persone che li compra, in effetti, li colleziona e per questo motivo non li butterà mai. Ma nell’eventualità ci stancassimo di un vecchio LP, ricordiamoci di riciclarlo. Regaliamolo, oppure usiamolo per creare originali e innovativi complementi di arredo.

Ma non finisce qui. Un gruppo di persone tedesche sta studiando la realizzazione di vinili green, ovvero dischi fatti con materiale riciclabile e non di plastica.

Leggi l’intero articolo, fonte greennetworkenergy

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