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“Lande Desolate”. La procura vuole il processo, Oliverio rinviato a giudizio

09/07/2019 - In Calabria

“Lande Desolate”. La procura vuole il processo, Oliverio rinviato a giudizio

La Procura di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio per il governatore della Calabria, Mario Oliverio, così come per Enza Bruno Bossio, deputata del Pd, e Nicola Adamo, ex vicepresidente della giunta. Parliamo dell’ormai nota inchiesta denominata “Lande Desolate” (QUI) e nella quale il presidente Oliverio è indagato per abuso d’ufficio e, insieme agli altri due esponenti politici, di corruzione. L’udienza preliminare è fissata in autunno, per l’esattezza il prossimo 17 di ottobre. L’indagine scatto nel dicembre dell’anno scorso, quando la Dda di Catanzaro contestò al governatore della Calabria della Regione di aver favorito la ‘ndrangheta (LEGGI), in particolare la cosca dei Muto di Cetraro (nel cosentino), tramite un imprenditore finito allora in arresto, Giorgio Ottavio Barbieri. Nel mirino una ventina di persone tra esponenti politici, dirigenti pubblici, funzionari, a cui vennero addebitati reati di corruzione, falso in atto pubblico, abuso d’ufficio e frode in pubbliche forniture (LEGGI). Dall’inchiesta emersero dei presunti illeciti nella gestione – da parte della Regione – degli appalti che riguardavano l’aviosuperficie di Scalea, gli impianti di risalita di Lorica e il rifacimento di piazza Bilotti a Cosenza. Il presidente della Giunta venne sottoposto all’obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore, poi revocato, a marzo scorso, dalla Corte di Cassazione (LEGGI).
La Procura di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio per il governatore della Calabria, Mario Oliverio, così come per Enza Bruno Bossio, deputata del Pd, e Nicola Adamo, ex vicepresidente della giunta. Parliamo dell’ormai nota inchiesta denominata “Lande Desolate” (QUI) e nella quale il presidente Oliverio è indagato per abuso d’ufficio e, insieme agli altri due esponenti politici, di corruzione. L’udienza preliminare è fissata in autunno, per l’esattezza il prossimo 17 di ottobre. L’indagine scatto nel dicembre dell’anno scorso, quando la Dda di Catanzaro contestò al governatore della Calabria della Regione di aver favorito la ‘ndrangheta (LEGGI), in particolare la cosca dei Muto di Cetraro (nel cosentino), tramite un imprenditore finito allora in arresto, Giorgio Ottavio Barbieri. Nel mirino una ventina di persone tra esponenti politici, dirigenti pubblici, funzionari, a cui vennero addebitati reati di corruzione, falso in atto pubblico, abuso d’ufficio e frode in pubbliche forniture (LEGGI). Dall’inchiesta emersero dei presunti illeciti nella gestione – da parte della Regione – degli appalti che riguardavano l’aviosuperficie di Scalea, gli impianti di risalita di Lorica e il rifacimento di piazza Bilotti a Cosenza. Il presidente della Giunta venne sottoposto all’obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore, poi revocato, a marzo scorso, dalla Corte di Cassazione (LEGGI).