Lug 14, 2019
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L’eleganza e la magia di Ben Harper a Roma: recensione, foto e scaletta

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Ben Harper a Roma strega il pubblico della Cavea dell’Auditorium Parco della Musica con un concerto di quasi due ore. Sono passati 24 anni dal suo primo concerto in Italia, ma l’emozione che l’artista statunitense porta sul palco è sempre la stessa.
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L’eleganza e la magia di Ben Harper a Roma: recensione, foto e scaletta
Semplice, asciutto e allo stesso tempo elegante e travolgente; è questo il set proposto da Harper nella capitale, dove è salito sul palco del Roma Summer Fest 2019 in collaborazione con il Rock in Roma 2019 accompagnato dalla sua storica band: The Innocent Criminals.
E che band, lasciatecelo dire! L’intesa con Juan Nelson (basso), Leon Mobley (percussioni) e Oliver Charles (batteria) si vede si sente ed è travolgente. Alla chitarra ovviamente c’è lui Ben Harper, e non poteva mancare la sua inseparabile lap steel guitar.
E’ visibilmente emozionato Ben Harper a Roma, lo dice anche lui sottolineando più volte che è dispiaciuto di non parlare italiano ed anche del fatto che sta parlando il suo inglese più terribile. Ma il pubblico è in estasi ‘We love you man’ grida qualcuno e Ben risponde ‘I love you too’ mentre si appresta a incantare tutti con un altro brano.
Lui e la sua musica sono eleganti, sono come un abbraccio caldo e ancestrale. Non quell’eleganza affettate e di maniera; è qualcosa di puro, semplice. La sua musica è un crossover di stili, arriva da lontano, è ‘sporca’, ‘polverosa’, affonda le radici in tutti quei generi roots appunto.
Niente in-ear per l’ascolto sul palco, ma le care e vecchie spie che danno vita al palco stesso, lo fanno suonare, rendendo tutto più caldo e vero. E poi, lui Mr.Harper, Mr. voce di velluto che su uno dei brani più amati (Diamonds on the inside), decide di fare un fuori programma. Chiede alla band di suonare piano..“no no più piano” (gli fa cenno con le mani), poi scavalca le spie va in proscenio chiede al pubblico di fare silenzio di ascoltarlo. Si toglie il cappello e regala un’interpretazione a cappella del brano… brividi, il pubblico fatica a trattenersi. Vuole urlare dalla felicità, accompagnarlo con il battere delle mani, ma capisce del regalo pazzesco, del magico momento che sta vivendo e chi cerca di partecipare viene invitato dagli altri ad ascoltare e basta.
In 3000 si ammutoliscono; il potere della musica e di Ben Harper è anche questo. Grazie Ben, per avermi fatto dimenticare il cellulare, per avermi ricordato l’importanza, il potere e la magia dell’ascoltare.
Scaletta concerto Ben Harper:
Excuse Me MR.
Burn one Down
Don’t Give Up on Me Now
Whipping Boy
The Will to Live
Fight for Your Mind
Them Changes
Steal my kisses
Alone
Please Bleed
Walk Away
Deeper and deeper
Forever
Gold To Me
Call it What It Is
Who is he? (And what is he to you)
Diamonds on The Inside
Glory and Consequence
Machine Gun
Superstition
crediti foto@Elena Balestri Funweek
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