Set 22, 2019
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MotoGP, Aragon: Marquez quasi campione. Analizziamo i problemi della Yamaha e di Valentino Rossi

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MotoGP, Aragon: Marquez quasi campione. Analizziamo i problemi della Yamaha e di Valentino Rossi

La sensazione non è di rassegnazione, ma di rispetto verso il centauro spagnolo che ad Aragon ha giocato in casa in tutti i sensi. Un passo gara impossibile da tenere per gli avversari, un passo gara da “Marcziano”; già chiaro dalla FP1, un passo gara che ha consentito al campione del mondo di staccare violentemente il gruppo nei primi giri, per poi passare alla gestione della corsa chiusa con un vantaggio mostruoso. Marquez ha fatto letteralmente il vuoto. Alle sue spalle, l’altro iberico Vinales ha fatto sperare i fan della Yamaha, ma di fatto con l’innalzarsi della temperatura della gomma posteriore, Maverick ha dovuto cedere il passo, infilzato dalle due Ducati di Dovizioso e Miller (che meritano il podio finale col Dovi secondo).

Un’altra gara deludente per Valentino Rossi con una Yamaha che continua ad avere problemi. Il Dottore chiude 8° e paga un grande distacco dal suo compagno di squadra Vinales: ben 18 secondi, addirittura 23 da Marquez. Se a Misano raccontammo dei miglioramenti tecnici della Casa di Iwata, in Spagna abbiamo registrato un’involuzione che ruota attorno alla mancanza di grip, variabile incontrollata e figlia dell’alchimia assetto, temperature, gomme. Inomma, c’è da lavorare ancora tanto, evidentemente non basta un nuovo impianto di scarico e un forcellone in carbonio per essere competitivi.

Bene la “Rossa” del mociclismo. La Ducati invece può e deve essere contenta, perché occupa 2 dei 3 gradini del podio d’Aragona ed è il primo team della galassia degli umani alle spalle del “Marcziano”. Intanto, Marquez e la Honda in vista del prossimo GP di Thailandia, faranno stampare le t-shirt per celebrare il quarto titolo iridato di fila. Sul circuito di Buriram, domenica 6 ottobre, primo match point per il “cannibale” del motociclismo moderno.

La gara di Valentino e le sue parole al termine. Partito dalla sesta casella, cioè dalla seconda fila, al Motorland Aragon, Valentino Rossi non è mai riuscito a risalire la classifica e ha tagliato il traguardo, al termine dei 23 giri previsti, solo in ottava posizione. E il Dottore alla fine commenta: “Abbiamo avuto un problema con la gomma posteriore, che dopo qualche giro non era già più buona. Successivamente è successo anche a Vinales e a Quartararo, e questo è dovuto al setting. Non si tratta della scelta della gomma, Michelin ci aveva consigliato di montare la dura al posteriore e non avevamo dubbi. Il fatto è che se arriviamo su una pista dove c’è poca aderenza, soffriamo. Inoltre, non siamo forti nella velocità di punta e abbiamo chiesto a Yamaha di lavorare su questo aspetto, per diminuire il distacco con gli avversari. Io speravo di finire nella top 5, ma non è proprio stato possibile. Sono deluso dal risultato. Spero di potermi riscattare in Thailandia, ma dobbiamo concentrare i nostri sforzi sul migliorare il setting”.

La sensazione non è di rassegnazione, ma di rispetto verso il centauro spagnolo che ad Aragon ha giocato in casa in tutti i sensi. Un passo gara impossibile da tenere per gli avversari, un passo gara da “Marcziano”; già chiaro dalla FP1, un passo gara che ha consentito al campione del mondo di stacc…

Fabio Camillacci

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