Gen 14, 2020
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Oscar 2020: i più grandi “snobbati” della 92esima edizione

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Oscar 2020: i più grandi “snobbati” della 92esima edizione

Oscar 2020: i più grandi “snobbati” della 92esima edizione

Nella giornata di ieri sono state annunciate le nomination degli Oscar 2020, la 92esima edizione degli Academy Awards la cui cerimonia di premiazione avrò luogo il prossimo 9 febbraio. Come da tradizione ormai, le prestigiose candidature sono accompagnate da una serie di polemiche che riguardano “i grandi esclusi”: film, registi e attori che, vista la spietata concorrenza, non riescono a guadagnarsi una candidatura al prestigiosissimo riconoscimento.

Da Jennifer Lopez per Le ragazze di Wall Street ad Awkwafina per The Farewell, passando per Lupita Nyong’o per Noi fino ad arrivare ad Adam Sandler per Diamenti grezzi. E ancora, nessuna nomination per Beyoncé e la sua “Spirit” nella categoria miglior canzone originale; nessuna candidatura per Greta Gerwig, regista di Piccole donne, né per Lulu Wang, regista di The Farewell. 

A dominare le nomination di questa edizione è Joker di Todd Phillips, con ben 11 candidature, seguito da 1917 di Sam Mendes, C’era una volta a Hollywood di Quentin Tarantino e The Irishman di Martin Scorsese, a pari merito con 10 nomination.

Di seguito abbiamo raccolto i grandi snobbati degli Oscar 2020, menzionando anche tre graditissime sorprese (Antonio Banderas, Jonathan Pryce e Florence Pugh). In attesa del 9 febbraio, quando finalmente scopriremo chi sarà a trionfare durante la notte delle stelle, fateci sapere chi – secondo voi – avrebbe meritato una candidatura quest’anno:

Jennifer Lopez, Le ragazze di Wall Street 

Erano in molti a sperare che Jennifer Lopez riuscisse finalmente a conquistare la sua prima nomination agli Oscar. Il ruolo della tosta spogliarellista newyorkese Ramona nella commedia drammatica di Lorene Scafaria – che alcuni hanno paragonato ad Erin Brockovich – avrebbe dovuto catapultarla di diritto nella cinquina della migliore attrice non protagonista, considerando anche le nomination ricevute sia al Golden Globe che agli Screen Actors Guild). Le ragazze di Wall Street ha incassato oltre 100 milioni di dollari al box office mondiale: è innegabile quanto gran parte del successo del film sia dovuto proprio alla bellissima performance di J.Lo. 

Awkwafina, The Farewell

Dopo la vittoria del Golden Globe come migliore attrice in una commedia o musical, era data per certa la presenza di Awkwafina nella cinquina della migliore attrice. Così non è stato. Probabilmente, la sua meravigliosa interpretazione in The Farewell, piccolo gioiello che ha iniziato la sua corsa dall’ultima edizione del Sundance e che è arrivato nelle nostre sale lo scorso dicembre, potrebbe essere stata sottovalutata da alcuni dei membri dell’Academy. Inoltre, il film non ha ricevuto alcuna nomination né per la miglior sceneggiatura originale, né per la migliore attrice non protagonista (Zhao Shuzhen).

Lupita Nyong’o, Noi

Negli ultimi anni, gli Oscar hanno dimostrato un particolare interesse nei confronti del thriller dalle venature horror. Eppure, nonostante il successo di Scappa – Get Out alla scorsa edizione (quattro nomination e una statuetta alla miglior sceneggiatura originale), l’ultimo film di Jordan Peele, Noi, sembra non aver raccolto i medesimi consensi tra i membri dell’Academy. Lupita Nyong’o, vincitrice dell’Oscar come migliore attrice non protagonista per 12 anni schiavo, è stata nominata ai SAG Awards per la sua straordinaria e “terrificante” doppia interpretazione nel film. Ciononostante, i membri votanti non hanno riconosciuto il suo encomiabile lavoro, escludendola dalla cinquina della migliore attrice protagonista.

Greta Gerwig, Piccole donne

Nonostante l’adattamento di Piccole donne ad opera della Gerwig abbia ricevuto ottime recensioni e conquistato ben 6 nomination, tra cui miglior film, migliore attrice protagonista (Saoirse Ronan) e miglior sceneggiatura non originale, il film non è riuscito a rientrare nella cinquina per la migliore regia. Se il lavoro della Gerwig fosse stato riconosciuto, la stessa sarebbe diventata la prima donna nella storia degli Oscar ad essere nominata per anni consecutivi (dopo la candidatura per Lady Bird della scorsa edizione). Invece, la cinquina del miglior regista è anche quest’anno composta da soli uomini: Martin Scorsese (The Irishman), Sam Mendes (1917), Quentin Tarantino (“C’era una volta a Hollywood”), Bong Joon Ho (Parasite) e Todd Phillips (Joker).

Taron Egerton, Rocketman

Grazie all’interpretazione di Elton John in Rocketman, Targon Egerton è riuscito a battere Leonardo DiCaprio ai Golden Globes; si è inoltre aggiundicato una nomination ai SAG Awards e ai BAFTA. Probabilmente, scegliere soltanto cinque tra i “migliori attori” di quest’annata è stato davvero troppo complicato… anche per i membri dell’Academy. Tuttavia, fanno “sorridere” tutti i riconoscimenti ottenuti da Bohemian Rhapsody e da Rami Malek lo scorso anno, mentre il film sul Baronetto ha dovuto “accontentarsi” di una singola candidatura alla miglior canzone originale…

Christian Bale, Le Mans ’66 – La grande sfida

Le Mans ’66 – La grande sfida è diventato il primo film dedicato alle corse automobilistiche ad aver conquistato una candidatura agli Oscar come miglior film. Anche Christian Bale, nei panni di Ken Miles, era in corsa per il miglior attore protagonista. L’enorme livello delle performance attoriali maschili di quest’anno, unite alle precedenti quattro nomination di Bale (di cui una proprio lo scorso anno per Vice – L’uomo nell’ombra), hanno spinto i membri votanti a riconoscere altre performance.

Adam Sandler, Diamanti grezzi

L’interpretazione del gioielliere ebreo di New York col vizio del gioco in Diamanti grezzi è forse la migliore performance della carriera di Adam Sandler. Il fatto che il film abbia ottenuto un enorme successo al box office durante le festività natalizie (nelle sale americane è uscito proprio il giorno di Natale), mentre i membri dell’Academy erano intenti ad esprimere le loro votazioni, ha spinto molti a credere che una candidatura per Sandler potesse essere una delle grandi sorprese di questa edizione. Purtroppo, Diamanti grezzi si è rivelato un film troppo “spigoloso” per gli Oscar.

George MacKay, 1917

1917 è stato un successo al box office: con 10 candidature, è sicuramente uno dei favoriti alla corsa ai prossimi Oscar. È strano però che MacKay, protagonista assoluto del film, non abbia ricevuto una candidatura come miglior attore: né agli Oscar né per altri prestigiosi riconoscimenti. Se il film di Sam Mendes dovesse effettivamente vincere come miglior film agli Oscar 2020, sarà il primo titolo dopo oltre un decennio – precisamente da The Millionaire nel 2008 – a conquistare l’ambita statuetta senza aver ricevuto neanche una candidatura per gli attori. 

Eddie Murphy, Dolomite Is My Name 

Murphy ha ottenuto alcune delle migliori recensioni della sua carriera per il ruolo dell’attore e comico Rudy Ray Moore in Dolemite Is My Name. In genere, l’Academy adora riconoscere il lavoro di attori che si impegnano ad interpretare persone realmente esistite, soprattutto se si tratta di altri performer, ma forse la prova di Murphy nel film targato Netflix non è stata promossa a dovere dal colosso dello streaming. Per ora, l’unica nomination di Murphy resta quella ottenuta grazie a Dreamgirls. 

Jamie Foxx, Il diritto di opporsi 

Che cosa è successo con Il diritto di opporsi? Lo scorso autunno, la Warner Bros. pensava di avere tra le mani un potenziale contendente in vista dei prossimi Oscar, soprattutto grazie alla storia raccontata nel film: un giovane avvocato (interpretato Michael B. Jordan) che cerca di salvare il suo innocente cliente (Jamie Foxx) dal braccio della morte. Per qualche oscura ragione, lo studio non ha più distribuito il film durante il periodo relativo alle votazioni dei membri dell’Academy. Di conseguenza, Jamie Foxx non ha potuto ricevere una nomination come miglior attore non protagonista.

Robert De Niro, The Irishman 

Nonostante The Irishman sia tra i grandi protagonisti di questa season award, il lavoro di Robert De Niro non sembra essere stato particolarmente apprezzato, né dai critici, né dai vari sindacati, né tantomeno dall’Academy. Difficile riuscire a spiegarne i motivi, soprattutto in riferimento al valore che è stato invece riconosciuto alle performance dei suoi illustri colleghi, Al Pacino e Joe Pesci, entrambi nominati nella categoria miglior attore non protagonista.

Beyoncé, “Spirit”

La ballata di Beyoncé realizzata per la colonna sonora del live action de Il Re Leone sembra essere stata pensata apposta per finire nella cinquina della miglior canzone originale. Sfortunatamente, il brano non è riuscito ad ottenere la nomination. Probabilmente, il vero sconfitto in questa situazione non è la celebre cantante e attrice, ma forse è proprio l’Academy, che ha palesemente gettato al vento la possibilità di vedere la star dell’R&B esibirsi sul palco del Dolby Theatre con una grandissima esibizione. 

Frozen 2 – Il segreto di Arendelle

Frozen 2 – Il segreto di Arendelle, il film d’animazione che ha incassato di più nella storia del cinema, non è stato nominato nella categoria migliore film d’animazione. Una grandissima sorpresa, soprattutto se si pensa che proprio il primo capitolo – Frozen – Il regno di ghiaccio – era riuscito a vincere nella stessa categoria ben 6 anni fa.

Antonio Banderas, Dolor y Gloria

Da quando Banderas è stato insignito del premio per la migliore interpretazione maschile al Festival di Cannes lo scorso maggio per il dramma autobiografico di Pedro Almodovar, Dolor y Gloria, l’attore ha continuato a raccogliere consensi da parte della critica e dei sindacati, fino ad arrivare a stregare anche i membri dell’Academy e conquistare la sua prima nomination all’Oscar. 

Jonathan Pryce, The Two Popes

Dopo aver mancato una nomination ai SAG Awards, le probabilità che Jonathan Pryce rientrasse nella cinquina del miglior attore protagonista agli Oscar 2020 stavano iniziando a scemare, ma evidentemente i membri votanti hanno amato la sua interpretazione di Papa Francesco nel dramma The Two Popes targato Netflix. Anche Anthony Hopkins, che interpreta il suo predecessore, Papa Benedetto XVI, ha ottenuto una candidatore come miglior attore non protagonista.

Florence Pugh, Piccole donne 

Dopo essere stata esclusa dalle nomination dei Golden Globes e dei SAG, sembrava che Florence Pugh non sarebbe mai riuscita ad entrare nella cinquina degli Oscar. Ma a quanto pare i membri votanti hanno avuto il tempo necessario per apprezzare la sua interpretazione di Amy in Piccole donne, permettendole così di splendere tra le candidate alla migliore attrice non protagonista.

Fonte: Variety

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Stefano Terracina

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Cinema

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