Nov 11, 2019
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Un lampo di Dybala tiene la Juve al primo posto. Ma esplode il caso Ronaldo. Volano Lazio e Cagliari

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Un lampo di Dybala tiene la Juve al primo posto. Ma esplode il caso Ronaldo. Volano Lazio e Cagliari

Tutto come prima in vetta alla classifica di Serie A dopo poco più di un quarto di campionato: all’Allianz Stadium, per il posticipo domenicale della 12° giornata, la Juventus batte 1-0 il Milan, mette la freccia, risorpassa l’Inter e torna al comando. A oggi dunque la sfida scudetto resta un affare tra i campioni in carica e i nerazzurri di “lacrima” Conte, con i bianconeri nettamente favoriti per le mille risorse che hanno: tanti grandi calciatori che possono risolverti la partita in qualsiasi momento. A Mosca in Champions contro la Lokomotiv, era stato decisivo Douglas Costa, oggi Dybala. Splendido il gol della “Joya”. Ma in casa Juve esplode il caso Cristiano Ronaldo.

I fatti. CR7, fuori forma da giorni e alle prese con piccole noie fisiche, come a Mosca non incide e così Sarri decide di toglierlo al 55′ per inserire Dybala. Applausi doppi a Maurizio Sarri: per il coraggio mostrato nel togliere lo spento Ronaldo e per l’inserimento di Dybala, mossa vincente. Il permaloso portoghese (già sostituito a Mosca: due volte in quattro giorni, un unicum per lui), non l’ha presa bene, è uscito rivolgendo una frase incomprensibile a Sarri, ha fatto un gesto di stizza con la mano e si è infilato direttamente nel tunnel che porta negli spogliatoi senza passare per la panchina. Come se non bastasse, si è fatto la doccia e se ne è andato a casa prima che la partita finisse. Un comportamento non degno di un campione come lui; anche se conosciamo bene il caratterino di CR7, un uomo capace di disertare le serate per la consegna di premi prestigiosi se non è lui il vincitore.

Sarri ha provato a minimizzare. Il tecnico della Juventus ha cercato di sdrammatizzare l’episodio dicendo: “Nessun problema con Cristiano, anzi lo ringrazio perché ha giocato in condizioni imperfette poi l’ho sostituito perché non stava bene. La cosa importante è che si sia messo a disposizione. Se si arrabbia quando esce questo fa parte del gioco. Nell’ultimo mese ha avuto anche un problemino al ginocchio: un mesetto fa ha preso un colpo e ha un piccolo risentimento al collaterale che gli provoca dolore a polpaccio e adduttori, non può allenarsi più di tanto. Questo acciacchino lo sta condizionando. Ripeto, ci sta l’incazzatura al momento del cambio, sarei molto più preoccupato se non si arrabbiasse. Non è un problema preoccupante, è solo un piccolo problema che lo sta condizionando negli allenamenti. Irrispettoso verso i compagni? Come ho detto questo non lo so. Se è vero che se ne è andato prima della fine è un problema da risolvere con i suoi compagni. Ci sarà una discussione con i compagni che diranno le loro impressioni”. Ora si attendono sviluppi: c’è attesa per capire come reagirà il club di Andrea Agnelli al comportamento di Ronaldo.

Juventus-Milan 1-0. Paulo Dybala, 7 gol contro il Milan, la sua vittima preferita. Szczesny chiude la porta. La partita sta tutta qui. Un’altra gara vinta con grande sofferenza dalla Juve. Tutto in HD: 13 minuti prima del 90′ la “Joya” riceve palla da Higuain, salta secco Romagnoli e con il destro (quindi non con il suo piede preferito) la mette rasoterra nell’angolino. Un grande classico juventino: vittoria di misura, nel secondo tempo, con un gol dalla panchina. Le grandi squadre d’altronde si vedono anche in certi dettagli. Per quanto riguarda il Milan, continuano i piccoli segnali di crescita dopo il cambio in panchina con Pioli al posto di Giampaolo. Ma poca roba. La squadra rossonera continua a ruminare gioco senza incidere. Una manovra sterile pure per colpa di un attacco spuntato. Piatek non è più il “pistolero” di una volta, Leao è impalpabile e presuntuoso. Se non riesci a fare gol non vai lontano, anzi precipiti a 4 punti dalla zona retrocessione come oggi.

Lazio e Cagliari sempre in formato Champions League. Contro il Lecce all’Olimpico, quarta vittoria di fila per i biancocelesti che rifilano un 4-2 ai salentini ma devono faticare molto prima di godersi i tre punti che valgono il terzo posto insieme al sempre più sorprendente Cagliari. A Roma, decidono il match: una doppietta di Correa (argentino ancora una volta determinante), un gol di Milinkovic Savic e un rigore realizzato dal capocannoniere Immobile alla sua 200esima gara in Serie A. E dire che il buon Lecce di Liverani era riuscito a pareggiare con Lapadula, prima di sbagliare con Babacar il rigore del potenziale 2-2; Lapadula sulla ribattuta di Strakosha insacca. Gol inizialmente convalidato dall’arbitro Manganiello e poi annullato su segnalazione del VAR Pairetto. Il motivo? L’invasione di Lapadula, che oltrepassa la linea dell’area di rigore prima che Babacar calci. Ennesimo dubbio intervento della moviola in campo, sempre usata con due pesi e due misure, che fa infuriare il patron del Lecce Sticchi Damiani. Sul 4-1 Lazio è Lamantia a segnare la seconda rete dei pugliesi.

Estasi sarda. Il Cagliari non si ferma più, neppure sotto il diluvio che flagella la Sardegna Arena. Per Rolando Maran, dunque, 10 risultati utili consecutivi che eguagliano il record stabilito dagli isolani con Marco Giampaolo nella stagione 2006-2007. La Fiorentina è asfaltata: finisce 5-2 il lunch-match di turno. Una partita senza storia già nel primo tempo che si chiude sul 3-0 per il Cagliari. Viola inesistente e in confusione: errori in difesa (Milenkovic su tutti), centrocampo sovrastato da quello dei sardi in cui spicca Marko Rog. Poi, è soprattutto Radja Nainggolan a disegnare calcio, imbeccare i compagni, vincere i contrasti e segnare il secondo gol in campionato, con la sua specialità: il tiro da fuori. Domandina del giorno: quanto avrebbe fatto comodo un “Ninja” così ad Antonio Conte? Forse “mister lacrima” avrebbe fatto bene a non scaricare il belga come ha fatto in estate. A segno anche Pisacane, Simeone, e Joao Pedro. La Fiorentina salva, parzialmente, la faccia solo grazie alla doppietta dell’interessante 19enne Vlahovic: un talento da seguire e coltivare.

Roma sconfitta a Parma e sorpassata in classifica da Lazio e Cagliari. In un colpo solo, i giallorossi precipitano dal terzo al quinto posto (a pari punti con l’Atalanta che pareggia in casa Samp). Sprocati e Cornelius lanciano i ducali che salgono in ottava posizione superando Fiorentina e Verona. Match equilibrato allo stadio Tardini e sbloccato da un sinistro sporco di Sprocati al 68′. Al terzo minuto di recupero, con la Roma in avanti a caccia del pari, Cornelius trova il raddoppio in contropiede con un gran sinistro. Ma è una Roma stanca, parecchio stanca, quella che si presenta in Emilia. Alla lunga, le tante partite ravvicinate, disputate praticamente sempre con gli stessi giocatori causa i numerosi infortuni, si sono fatte sentire. Stavolta il tecnico Fonseca ha sbagliato nel continuare a dare fiducia agli stessi titolari. Alla vigilia l’allenatore portoghese aveva detto: “Siamo in fiducia, non c’è bisogno di cambiare”. E invece, stavolta c’era bisogno di un turn over più massiccio; anche perché qualche risorsa in panchina c’era. Altro dato che fa riflettere: questa Roma soffre le squadre che la mettono sul piano fisico e che si chiudono a riccio. Intanto, tiene banco il “caso Florenzi”. Il capitano continua a non essere utilizzato dal tecnico giallorosso. Nonostante tutto, il c.t. azzurro Mancini lo ha convocato in Nazionale per dargli fiducia.

Stadio Luigi Ferraris: la Samp ci prova ma un’Atalanta stanca e ridotta in 10 uomini porta a casa un punto. La Spal getta alle ortiche una grande occasione. Match senza reti e con poche emozioni a Marassi. Padroni di casa più aggressivi ma incapaci di sfondare anche dopo l’espulsione di Malinovskyi. Seconda partita di seguito senza segnare per la Dea che continua a vantare il miglior attacco del campionato. Mentre, la nuova Samp versione bunker di Claudio Ranieri, strappa uno 0-0 che muove sì la classifica ma che alla fine le va anche stretto per quanto visto in campo. Finisce a reti bianche anche la sfida della Dacia Arena tra Udinese e Spal con i ferraresi che recriminano per il rigore che l’ottimo Musso ha parato a Petagna. Adesso spazio alla nuova sosta per le Nazionali, la Serie A torna con il 13° turno e con il botto. Si riparte infatti sabato 23 novembre con gli anticipi Atalanta-Juventus, Milan-Napoli e Torino-Inter.

Tutto come prima in vetta alla classifica di Serie A dopo poco più di un quarto di campionato: all’Allianz Stadium, per il posticipo domenicale della 12° giornata, la Juventus batte 1-0 il Milan, mette la freccia, risorpassa l’Inter e torna al comando. A oggi dunque la sfida scudetto resta un affare…

Fabio Camillacci

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